venerdì 21 marzo 2014

La malinconia del giropizza

Notte fonda in Brianza, una delle tante. Dopo aver fatto un giro in macchina senza meta mi ritrovo seduto in una anonima pizzeria, una di quelle che resta aperta tutta la notte, gestita da stranieri.
Il locale è deserto, controllo l'orologio sul mio cellulare sono le tre di notte, il titolare mi lancia un sguardo indecifrabile, un po' diffidente mi siedo ad un tavolo cercando di essere il più naturale possibile.

« Vuoi mangiare? » è il primo intervento del titolare. « Per ora fammi delle patatine fritte » rispondo io. L'uomo se ne va via facendo una smorfia e io mi chiedo se non era meglio tornare a casa. Ma sono qua perché è stata una giornata pessima. Anzi, fosse solo stata una giornata, non ricordo nemmeno l'ultima volta che qualcosa sia filato per il verso giusto.
“ Non c'è alternativa al futuro ”, è una citazione di una di quelle band che trasmetto per radio, non mi ricordo il nome ma adesso calza a pennello con la mia situazione. Nonostante mi trovi in uno stato di apparente apatia non posso che continuare a vivere la mia vita giorno dopo giorno.

Nel tempo libero faccio il dj in una web radio, lo faccio gratis, per iniziare a farmi conoscere. Il problema però è riuscire a farsi ascoltare, non mi ascoltano nemmeno i miei amici. Eppure continuo a scrivere  messaggi promozionali del mio programma radiofonico sulle loro bacheche di Facebook ogni giorno, ogni volta che posso. Qualcuno potrebbe chiamarlo spam, ma si inizia da queste cose,  non ho mica i soldi per promuovere quello che faccio. Che poi la radio non è la mia prima passione, anche se mi riesce molto bene, in realtà io sarei un attore. Per ora ho fatto solo piccole parti, più che altro comparsate, però sono sempre pronto e disponibile, il salto di qualità l'avrei già fatto da un pezzo se non fosse per i soliti raccomandati che durante le audizioni mi fregano i ruoli migliori.

Ogni volta che faccio queste audizioni torno a casa con il magone, a volte mi sono ritrovato a piangere in treno. Quando mi sento così chiamo la mia migliore amica, Ludovica.
Sta sempre là a criticarmi ma in realtà so che mi vuole bene e lo fa solo per spronarmi. Vorrei che fosse diventata la mia ragazza, ma adesso sono impegnato con Emma. Ragazza molto simpatica, conosciuta in radio, andiamo molto d'accordo ma non è come Ludovica, lei mi capisce davvero. Stiamo insieme da almeno sei mesi Emma ed io, ma ancora non abbiamo consumato. Lei ha molta voglia, anche perché sarebbe la sua prima volta, ma ogni volta ho avuto lo stesso problema.
Io sono un ragazzo molto robusto, ho sempre avuto problemi di autostima per il mio peso, ma lei mi supera di gran lunga. Come vorrei che assomigliasse a Ludovica, almeno nel basso ventre si muoverebbe qualcosa, invece calma piatta.
Un giorno eravamo in macchina pronti per farlo, ma appena si è spogliata ho perso tutto il mio entusiasmo, non sono serviti nemmeno i trenta minuti di preliminari per farmi sentire meglio.
Ludovica spesso mi fa domande al riguardo, io invento sempre mille scuse, l'ultima volta le ho detto che quando parcheggiamo la macchina viene sempre qualcun altro e che quindi dobbiamo per forza di cose spostarci. Se ci fosse lei in quella macchina sarebbe tutto diverso.

« Ecco le tue patatine, vuoi dell'altro? » mi dice il titolare che appoggia il cibo sul tavolo. « No, sto bene così » rispondo io.
Ecco la ragione per cui sono qua, il cibo, sono venuto semplicemente per consolarmi. Ho passato tutto il giorno per radio famose cercando di convincere altri dj a fare una collaborazione con il mio programma radiofonico, mi hanno quasi tutti rimbalzato. Certi si sono anche messi a ridere. Avrei dovuto chiamare Emma, ma non ce l'ho fatta, ero troppo triste, e poi ho girato, ho continuato a girare, non potevo tornare a casa, ogni volta che dico ai miei le cose che faccio ci mettiamo a litigare, e poi chi me li da i soldi per finanziare i miei progetti? Meglio tenermeli buoni.

Oltre al cibo so di cosa avrei bisogno, Ludovica. Ora le scrivo un messaggio magari è ancora sveglia. Dopo un paio di minuti vedo che mi ha risposto allora decido di chiamarla.

« Ciao Ludo, come stai? » esordisco io.
« Ehi Toni, ma dove sei? » risponde lei.
« È una lunga storia, sono venuto a consolarmi con il cibo, sono nella piezzeria dove fanno il giropizza, quello dove ho portato Emma per San Valentino ». Appena pronuncio questa ultima frase sento delle risate dall'altra parte del telefono.

« Ah... Sta storia del giropizza a San Valentino ti fa ancora ridere? Te l'ho già detto, l'importante è stare insieme ». Lei ancora divertita mi risponde:
« Scusa non ho resistito, mi fa troppo ridere, te l'ho già detto che non lo trovo un posto romantico. Secondo me è l'ultimo posto dove portare la propria ragazza ».

Il resto della nostra conversazione è tutta all'insegna di lei che cerca di incoraggiarmi, dice che devo darmi una mossa e che devo dire meno cazzate e cose simili. Ci salutiamo con la promessa di rivederci nel nostro ristorante giapponese preferito, in uno di quelli dove si mangia fino a che si è sazi. Dopo quella mangiata starò sicuramente meglio.

Finisco velocemente le ultime patatine ed esco dal locale. Da solo nella mia macchina mi accorgo di essere eccitato, il che mi fa rimpiangere per l'ennesima volta il fatto che Ludovica non sia la mia ragazza.
Il parlare con lei mi ha rincuorato, sono decisamente più sereno. Penso a quello che dovrò fare nei prossimi mesi, si, ora torno a casa e spacco tutto, devo fare ancora più rumore, devo farmi conoscere. Se non divento qualcuno avrò sprecato la mia vita. Anche se sono disoccupato, ogni estate riesco a trovare un lavoretto come animatore turistico, tutti i più grandi showman hanno iniziato con questo tipo di gavetta. Penso di averlo anche scritto nella mia tesi di laurea dove parlavo della figura del dj. Si il dj è davvero il mio sogno, forse diventare un attore è troppo difficile. Ne sono certo, presto sentirete parlare del mitico dj Toni!


martedì 18 febbraio 2014

Adolescente

Quello che un tempo
Era innocenza
Ora non lo è più

Svegliata bruscamente
Da transitoria muta
È sbocciata,
Lottando con se stessa
E il mondo intero

Si è fatta donna
E la curiosità 
Ha preso forma

Nata nel sangue
Nata per gioco
Da questo amore
L'innocenza un giorno
Nascerà di nuovo



mercoledì 12 febbraio 2014

Stallo

L'infelicità mi appartiene
E mi possiede

Eterna vittima di indecisione,
Solo qualche breve ristoro
In queste poche parole

Depositate come sabbia
In un nero mare
Di indifferenza

Voglia di solitudine,
Di non rispondere
E giustificare la mia assenza

Il giudizio altrui mi arresta,
Vorrei non dover più dipendere
Da nessun altro in questa terra